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La dieta priva di fibre alterando la flora batterica intestinale favorisce l’Allergia alimentare


L'aumento delle allergie alimentari nelle società occidentali è legato sia a fattori genetici sia a cause ambientali. Un ruolo chiave nel proteggere dalla sensibilizzazione allergica è svolto dal microbiota intestinale che può venire alterato da diete ricche di grassi e povere di fibre, aumentando così la probabilità di sviluppare allergie. Per prevenire le allergie alimentari è inoltre essenziale che sia preservata l'integrità della barriera epiteliale. Lo strato di muco che ricopre l'intestino svolge, infatti, una funzione protettiva contro una compromissione immunologica e qualsiasi alterazione della sua composizione può compromettere questa difesa. Sulla base di queste conoscenze recenti, alcuni ricercatori del Luxembourg Institute of Health hanno intrapreso una ricerca per rivelare i nessi causali tra le influenze dietetiche e i microbi intestinali nell’influenzare le allergie alimentari. Utilizzando modelli di topi, i ricercatori hanno studiato le differenze tra una dieta povera e una ricca di fibre in relazione alla composizione del microbioma intestinale.

I loro risultati hanno indicato che i topi privati di fibre hanno mostrato diversi cambiamenti, tutti potenzialmente in grado di favorire la sensibilizzazione allergica. In primis hanno trovato che una maggiore presenza di batteri che degradano il muco, in particolare Akkermansia muciniphila, è correlata a cambiamenti nelle risposte immunitarie che rendono l'ospite più vulnerabile alle allergie alimentari. Gli effetti di questo batterio dipendono dal contesto e possono avere un impatto negativo sulle allergie alimentari quando il microbiota è carente di fibre alimentari. È probabile che anche altri microbi intestinali benefici possano contribuire alla rottura della tolleranza a seguito di modifiche dietetiche. L'identificazione di questi biomarcatori e l'implementazione di aggiustamenti dietetici sarebbero cruciali per sfruttare il microbiota intestinale come bersaglio terapeutico e preventivo per le allergie alimentari.

In seconda istanza, si è sviluppato una conseguenza della privazione di fibre che ha determinato uno stato di infiammazione mista allergica e non.
Inoltre, la mancanza di fibre ha portato a una maggiore permeabilità intestinale, consentendo alle cellule immunitarie di reagire più facilmente verso gli allergeni alimentari.

La scelta di presentare questo studio è stata guidata dalla sua attenzione all'interazione tra caratteristiche dietetiche e cambiamenti nel microbioma intestinale, che in ultima analisi influenzano la tolleranza alimentare e precipitano l'insorgenza di allergie alimentari. Ciò è illustrato dalla prevalenza di un particolare ceppo di batteri con conseguenze dannose sul rivestimento mucoso intestinale. Inoltre, lo studio ha evidenziato l'impatto pro-infiammatorio delle diete povere di fibre, aprendo potenzialmente la strada allo sviluppo di allergie alimentari. L'importanza di questo studio risiede nel suo focus sul ruolo della dieta nella modulazione della composizione batterica intestinale e il suo impatto sui processi immunologici e la successiva perdita di tolleranza alimentare. Tuttavia, la questione centrale dell'identificazione degli elementi specifici che portano a un declino della tolleranza immunologica verso il cibo rimane irrisolta. Le diverse ricerche contemporanee pongono tutte l'accento su molteplici fattori che favoriscono questo fenomeno ed è, quindi, attualmente ipotizzabile che ci siano "endotipi" (individui con sistemi metabolici specifici) distinti collegati alla perdita di tolleranza che devono essere identificati per chiarire un possibile principio unificante tra di loro.

Fonte: Parrish A, Boudaud M, Grant ET, Willieme S, Neumann M, Wolter M, Craig SZ, De Sciscio A, Cosma A, Hunewald O, Ollert M, Desai MS. Akkermansia muciniphila exacerbates food allergy in fibre-deprived mice. Nat Microbiol. 2023 Oct;8(10):1863-1879. doi: 10.1038/s41564-023-01464-1. Epub 2023 Sep 11. PMID: 37696941; PMCID: PMC10522492.