
L'esofagite eosinofila è una condizione caratterizzata da infiammazione dell'esofago, in particolare di tipo 2 o allergica, che coinvolge linfociti TH2 ed eosinofili. Questo disturbo colpisce prevalentemente i bambini e, se non gestito correttamente, può causare un restringimento stabile dell’esofago, compromettendo significativamente la deglutizione. La malattia è considerata un’allergia alimentare, questa classificazione essendo supportata da risultati di ricerche sugli animali, studi genetici, disturbi allergici collegati e dall'efficacia delle diete di eliminazione. Inoltre, molti individui con questa condizione mostrano un'intolleranza a uno o più alimenti con miglioramento dei sintomi dopo l’eliminazione dalla dieta dei principali allergeni alimentari, come latte, uova, grano, pesce, soia e noci. L’ipotesi allergica è, d’altronde, rafforzata dalla presenza di due cellule immunitarie, linfociti Th2 ed eosinofili, nell'infiammazione esofagea. Le cellule Th2, che rilasciano citochine infiammatorie come IL4, IL5 e IL13, svolgono un ruolo significativo nell'innalzamento dei livelli di eotassina-3. L'eotassina-3 è una chemiochina potente che induce l'infiltrazione e l'attivazione degli eosinofili nell'esofago. Una volta attivati, gli eosinofili secernono fattori aggiuntivi che contribuiscono all'ispessimento dei tessuti esofagei (fibrosi) e al restringimento del lume esofageo.
Sebbene rimanesse molto probabile che l'allergia alimentare fosse un fattore importante dell'esofagite eosinofila, non era stata finora provato a livello molecolare il coinvolgimento di uno specifico allergene.
In questi giorni, il Journal of Allergy and Immunology ha pubblicato un breve articolo scientifico che rivela che i recettori di superficie per l’antigene (TCR) sui linfociti Th2 di un paziente affetto da esofagite eosinofila con diagnosi clinica di allergia al latte, si legano ad uno specifico peptide da AA 59-78 di un importante allergene del latte la ß-caseina. In questa ricerca, il team di ricercatori del Children Hospital di Philadelphia ha affrontato il problema da un'angolazione nuova rispetto agli studi precedenti, impiegando diverse tecniche immunologiche avanzate, tra cui il sequenziamento dell'RNA a cellula singola, il sequenziamento del recettore delle cellule T e la diagnostica basata sui tetrameri. L'approccio basato sui tetrameri utilizza quattro molecole del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC) legate a vari peptidi allergenici per individuare le cellule T specifiche per quegli allergeni.
Sebbene questa ricerca si concentri su un singolo paziente, i risultati hanno un grande valore: per la prima volta, è stato individuato a livello molecolare un allergene responsabile dell'esofagite eosinofila. Inoltre, è stato stabilito che la causa sottostante della malattia è un'allergia, che non è mediata dalle IgE ma è di tipo cellulare, che coinvolge, cioè, il legame diretto dei linfociti Th2 e dei peptidi allergenici. Di conseguenza, le ipotesi precedentemente sostenute riguardo all'eziologia della malattia, che erano supportate esclusivamente da prove indirette, sono ora supportate da una solida base scientifica.
Fonte: Julianna Dilollo, Alex Hu, Huiqi Qu, Karina E. Canziani, Rachel L. Clement, Sam J. McCright, Wayne G. Shreffler, Hakon Hakonarson, Jonathan M. Spergel, Karen Cerosaletti, David A. Hill. A molecular basis for milk allergen immune recognition in eosinophilic esophagitis. Journal of Allergy and Clinical Immunology, 2025; DOI: 10.1016/j.jaci.2025.01.008