
Questo aggiornamento si concentra su una condizione che non è tipicamente classificata come disturbo allergico: la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Questa malattia è caratterizzata da un'infiammazione persistente dei bronchioli, che porta a notevoli difficoltà ad espirare l’aria e, in questo senso, assomiglia all'asma bronchiale. A differenza dell'asma bronchiale, che è attivata da allergeni specifici ed è caratterizzata da un'infiammazione di tipo 2 che coinvolge prevalentemente linfociti dell’allergia o cellule Th2, la BPCO è stata tradizionalmente considerata un disturbo infiammatorio cronico del modello di tipo 1. Tuttavia, studi recenti hanno indicato che almeno un terzo dei pazienti affetti da BPCO presenta un'infiammazione di tipo 2. Le cellule immunitarie e le molecole collegate a questo tipo di infiammazione nella BPCO, tuttavia, differiscono significativamente da quelle presenti nei casi di asma bronchiale.
Questi risultati hanno dato credito all’ipotesi secondo cui le terapie volte a ridurre l'infiammazione di tipo 2 potrebbero produrre risultati benefici anche per alcuni pazienti con BPCO. Infatti, una serie di recenti studi clinici randomizzati hanno confermato l'efficacia del dupilumab, un anticorpo monoclonale che ha come bersaglio IL-4 e IL-13, nei pazienti con BPCO che presentano infiammazione bronchiale di tipo 2. Sono stati osservati notevoli miglioramenti nella funzionalità polmonare e riduzioni nei tassi di esacerbazione. Tuttavia, questi studi erano su un breve arco di tempo non consentendo certezze sui trattamenti prolungati nel tempo che le malattie croniche esigono. In pratica, non c’erano dati riguardanti la riduzione delle infezioni respiratorie e la mortalità.
Di recente, è stato condotto, da Sun et al., uno studio longitudinale pubblicato sul Journal of Allergy and Immunology, della durata di sette anni, che ha valutato l'efficacia clinica e la sicurezza del dupilumab in un gruppo di 3,042 pazienti degli Stati Uniti. Tra questi, 1.521 pazienti hanno ricevuto il trattamento con dupilumab mentre i restanti 1.521 facevano parte di un gruppo di controllo sottoposto a terapia con LABA (broncodilatatore a lunga durata d'azione). I principali risultati di questa ricerca indicano che il trattamento con dupilumab è collegato a:
Gli autori esprimono ottimismo riguardo ai loro risultati, ma sottolineano la necessità di ulteriori ricerche di conferma a lungo termine prima di raggiungere un risultato conclusivo, data la natura cronica della malattia. Sottolineano l'importanza di studi prospettici, randomizzati e in doppio cieco per garantire la qualità delle prove necessarie per l'approvazione dell'applicazione clinica del farmaco.
Questa ricerca è significativa, poiché i suoi risultati suggeriscono una nuova strategia di trattamento per un numero considerevole di pazienti con BPCO, anche se non tutti, che soffrono di questa malattia cronica e debilitante che va oltre ai i sintomi asmatici e all'insufficienza respiratoria. La condizione provoca infatti una varietà di comorbilità, tra cui infezioni e insufficienza cardiaca, portando infine a una mortalità prematura per molti.
Fonte: Sun, Chuan-Yen et al. Clinical effectiveness and safety of dupilumab in patients with chronic obstructive pulmonary disease: A 7-year population-based cohort study Journal of Allergy and Clinical Immunology, Volume 155, Issue 1, 219 - 222.e1